Sostenibilità ambientale e allevamento:
una convivenza possibile

06/01/2020

davide-grandeIl parere dell’esperto

Articolo a cura del Dott. Davide Grande, medico veterinario libero professionista e consulente tecnico commerciale per Ferrero Mangimi

Le emissioni di gas serra da parte dei grandi erbivori non sono un fenomeno legato a questi tempi, basti pensare che già 120 milioni di anni fa i grandi sauropodi, dinosauri erbivori che arrivavano a pesare anche 100 tonnellate tramite la loro dieta vegetale producevano grandi quantità di metano che contribuivano al riscaldamento globale di quell’era geologica.

Se eliminassimo tutti gli allevamenti di bovini presenti nel mondo e questi animali fossero liberi di pascolare in libertà, il loro contributo in gas serra sarebbe praticamente lo stesso (Fonte: carni sostenibili.it). La produzione di metano da parte dei grandi erbivori è stata una produzione costante nei secoli. Le emissioni di metano della fauna pascolante risultano in linea con quelle degli animali allo stato brado prima dell’instaurarsi dei processi agro-zootecnici. (Fonte: Allevamento animale e sostenibilità ambientale: le tecnologie a cura di Bruno Stefanon, Marcello Mele, Giuseppe Pulina).

L’IMPORTANZA DELL’ALIMENTAZIONE

La giusta alimentazione dei nostri ruminanti consente di gestire e controllare la produzione e quindi l’emissione di gas serra come il metano. Una corretta alimentazione permette, infatti, di modulare le fermentazioni ruminali, mentre in natura gli animali sono liberi di mangiare quello che vogliono e quindi hanno delle fermentazioni incontrollate, con maggiore produzione di gas.

Esistono delle strategie per permettere di mitigare l’emissione di gas serra da parte dei bovini. La produzione lattiero-casearia e quella della carne sono una delle più regolamentate e molte volte gli allevatori attuano già delle procedure di rispetto ambientale che superano la normativa.

I DATI

Ricordiamo che in Europa i gas serra prodotti dall’agricoltura sono circa il 10% del totale e i gas prodotti dagli allevamenti sono circa il 50% dei gas serra prodotti in agricoltura, complessivamente sono solo il 5% del totale. La maggioranza di queste emissioni derivano dalle fermentazioni enteriche a dalla gestione dei reflui. Gli allevamenti italiani contribuiscono per il 50% dei gas emessi in agricoltura e per il 3.7% del totale (Ispra 2013).

Ad esempio le perdite di gas derivanti dell’estrazione del petrolio producono ogni anno 13 milioni di tonnellate di metano in atmosfera, che corrispondono a circa il doppio di quelle emesse da tutti gli allevamenti di vacche da latte del mondo. Le emissioni di gas serra imputabili al settore zootecnico sono circa il 14% su tutta la produzione a livello globale, mentre le emissioni dovute al settore dei trasporti e dell’energia raggiungono il 70-80% del totale (Fonte: FAO).

Il settore zootecnico non è una parte del problema, ma se correttamente gestito può essere una parte della soluzione al problema. La gestione dei reflui zootecnici, la corretta alimentazione mirata degli animali, la giusta comunicazione e la consapevolezza da parte degli allevatori di avere un ruolo strategico nella difesa e salvaguardia dell’ambiente permetteranno al mondo agro-zootecnico di diventare sempre più parte attiva nella tutela del pianeta.

Dott. Davide Grande