Le nobili radici della Cascina Re

Acquistata dal marchese Raggi, l’azienda dei fratelli Brugiafreddo di Piasco, convertitasi dalla frutticoltura all’allevamento, è oggi alla quarta generazione

08/08/2019

Piasco, valle Varaita.
La storia dell’azienda Cascina Re della famiglia Brugiafreddo – oggi dedicata all’allevamento di vacche da latte – comincia nel 1955, quando Bartolomeo, piaschese di nascita ma trapiantato a Mellea di Fossano, fa ritorno al paese per lavorare come mezzadro nella cascina del marchese Raggi.
Nel 1967 subentrano i figli Giovanni e Chiaffredo, che alcuni anni dopo ricevono una lettera, in cui il marchese si dice intenzionato ad alienare la sua proprietà.
È il 1979. I fratelli Brugiafreddo prendono coraggio, e acquistano quella che (a testimonianza delle “radici nobiliari”) diventerà Cascina Re.
L’azienda agricola diviene così di proprietà della famiglia Brugiafreddo. Nel 2012, fa il suo ingresso la terza generazione: i cugini Roberto e Silvano, attualmente alla guida della Cascina.
Ma la storia continua: la quarta generazione è già in pista.

VACCHE DA LATTE

L’azienda alleva esclusivamente vacche da latte, di razza frisona italiana. «Contiamo attualmente 360 capi – spiega Roberto Brugiafreddo –; io e mio cugino Silvano possiamo contare su mio padre e mio zio (che ancora ci danno una mano), su un mungitore, e su mio figlio Stefano, classe 1999.
Un tempo l’azienda era prevalentemente frutticola e in parte dedicata all’allevamento. Mio padre e mio zio l’hanno convertita, ed oggi si occupa soltanto di allevamento».
«Alleviamo ovviamente femmine – prosegue Roberto –, i maschi vengono venduti dopo una ventina di giorni a chi si occupa dell’ingrasso». Tutto il latte prodotto viene venduto dai Brugiafreddo alla Biraghi di Cavallermaggiore: «Noi non trasformiamo nulla».

LAVORO E RIPOSO

La giornata dei Brugiafreddo inizia presto. «Alle 5.30 – racconta Roberto – avviene la prima mungitura. La seconda la facciamo dodici ore dopo, alle 17.30. Alle 19-19.30 la giornata lavorativa volge al termine».Uno dei segreti del successo di Cascina Re è la giusta alternanza tra i momenti di lavoro e quelli di riposo. «Alcune aziende non conoscono sosta, mai. Noi ci siamo sempre organizzati tramite turni. In modo che ognuno di noi abbia due domeniche libere e la terza dedicata al lavoro».

ALIMENTAZIONE E BIOGAS

I Brugiafreddo sono particolarmente attenti all’alimentazione delle proprie Frisone, in gran parte di produzione propria. «L’insilato di mais – racconta Roberto – è di nostra produzione. Come lo è in larga parte, ad esempio, il fieno. Proprio per l’alimentazione abbiamo un centinaio di giornate di terreno a Piasco e 20 giornate in affitto a Villafalletto. Alcuni lavori li facciamo fare a contoterzisti, altri li segue prevalentemente mio cugino. E in questo periodo, per esempio con l’irrigazione, è particolarmente impegnato».

Da 5 anni i Brugiafreddo hanno dato vita ad un impianto a bio-gas, destinato esclusivamente ai reflui dell’azienda. «Produce 100 kw all’ora. È stato senza dubbio un investimento corposo, ma dà una grossa mano per l’economia dell’azienda. Siamo molto soddisfatti».

DIFFICOLTÀ E SOGNI

Per quanto riguarda le “spine” del settore, i cugini Brugiafreddo la pensano come la quasi totalità delle aziende: la difficoltà più grande è la remunerazione: «Aprire la fattura è un po’ come aprire l’uovo di Pasqua. Nel nostro settore il latte non è pagato per quel che costa produrlo. Siamo in un mercato globale, manca un po’ la contrattazione».
Riguardo invece i sogni nel cassetto, l’idea è quella di far sì che in futuro Cascina Re arrivi a trasformare direttamente il latte che produce. «Se non tutto almeno in parte – dice Roberto –, sarebbe certamente un grande investimento. Ma io ho tre figli e mio cugino Silvano due. Se tutti e cinque decideranno di fermarsi in azienda qualcosa dovremo inventarci».

Matteo Garnero

Tratto da Imprenditore Agricolo
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