La razione è importante, ma non è tutto:

il segreto è come la gestisci

11/06/2019

Il parere dell’esperto

Articolo a cura del Dott. Andrea Pesenti, dottore agronomo e consulente tecnico commerciale per Ferrero Mangimi.

Mettiamo tutti moltissime energie nel produrre buoni foraggi e nel creare razioni più perfette possibili. Sappiamo però molto bene che il valore aggiunto degli alimenti e delle razioni formulate viene dato da come le vacche interagiscono con essi, cioè dalla gestione dell’unifeed stesso. Gestione che deve il più possibile andare incontro alle abitudini naturali delle bovine.

L’ingestione di sostanza secca è normalmente indicata come driver della produzione di latte, ma lo è altrettanto anche la relazione tra sostanza secca ingerita e tempo speso in greppia. Le vacche con alta ingestione sono tipicamente quelle che passano la maggior parte del tempo in greppia nell’arco della giornata.

Se vogliamo che le vacche mangino di più, bisogna quindi stimolarle ad andare in greppia più spesso. Tutti i nostri sforzi devono essere orientati a fornire sempre e a tutte le vacche accesso a cibo fresco, ben bilanciato e non demiscelato.

Inoltre, il modo in cui la vacca mangia incide anche sulla digestione dell’alimento stesso. Se la vacca accede poco alla greppia farà pochi pasti per mangiare tutto ciò che le serve, se accede molte volte i pasti saranno piccoli e frequenti. Questo incide sulla stabilità delle fermentazioni ruminali e quindi del pH del rumine stesso. Piccoli e frequenti pasti aiutano la stabilità delle fermentazioni e impediscono fluttuazione ampie del pH.
La costanza del pH del rumine è la chiave per avere vacche sane e produttive.

Ci sono quindi 3 concetti gestionali base per massimizzare le performance di una buona razione:

1. INCORAGGIATE IL CONSUMO DI PICCOLI E FREQUENTI PASTIgestione_vacche_da_latte

Il nostro intento è sempre quello di fornire alle vacche alimento fresco e disponibile in ogni momento. Questa è la ragione per cui più scarichi, soprattutto d’estate, e avvicinamenti frequenti sono fondamentali per incoraggiare le bovine a mangiare. Con alte frequenze di push up (avvicinamento della razione già scaricata) cerchiamo infatti di minimizzare i tempi che le vacche passano senza cibo disponibile.

Questa procedura può ridurre enormemente la selezione degli alimenti e aumentare il tempo passato in greppia, avendo così un rumine più stabile e produzioni più alte. Infatti quando gli animali fanno pochi pasti, andando poche volte in mangiatoria, mangiando grosse quantità di sostanza secca per volta con conseguenze negative sul pH del rumine. C’è anche una forte relazione tra stabilità del pH del rumine e aumento del contenuto in grasso nel latte.

Spesso mi viene però chiesto “quante volte al giorno bisogna avvicinare l’unifeed agli animali?” Sicuramente non meno di 6 volte al giorno, ma come criterio principale bisogna osservare se avvicinando l’unifeed le vacche si avvicinano velocemente alla greppia. In questo caso vuol dire che bisogna avvicinarlo più spesso.

Secondo numerosi studi, le vacche mangiano tra le 6 e le 10 volte al giorno che equivalgono a 3 fino a 5 ore al giorno di alimentazione. Si stima che ogni 10 min in più spesi alla greppia si possano avere 0,2 kg di alimento consumato al giorno. Le vacche devono poter accedere all’unifeed quando vogliono. Diversamente perderanno tempo in piedi sottraendo tempo al riposo. Il riposo in cuccetta è il fattore più incidente sulla produzione di latte.

2. RENDETE DIFFICILE LA DEMISCELAZIONE

Oltre a stimolare l’ingestione, bisogna aver sotto controllo precisamente cosa mangiano le nostre vacche. Se gli animali selezionano l’unifeed avremo molta variabilità tra ciò che mangiano e ciò che vogliamo mangino. Le vacche sono ottime selezionatrici di alimenti e preferiscono mangiare i concentrati dell’unifeed piuttosto che il fieno. Alla fine della giornata potremmo non trovare avanzi, ma se le vacche hanno mangiato prima i concentrati e poi la fibra avremo grosse variabilità del pH del rumine, con conseguenti problemi metabolici, produzione altalenante e grasso a rischio.

I push up frequenti aiutano a rimiscelare la razione, vanificando così il tentativo di selezione degli animali. In più le vacche gregarie avranno in questo modo sempre alimento vicino alle catture e non selezionato da altre bovine.

3. STIMOLATE LA RUMINAZIONE

Una funzione regolare del rumine richiede dalle 8 alle 10 ore di ruminazione: questo porta ad un tasso di passaggio dell’alimento alto e quindi maggior capacità di ingestione. Fattore determinante la ruminazione è la presenza di fibra nella razione. La fibra deve essere sufficientemente corta per non poter essere selezionata e scartata dagli animali, ma non troppo corta per non rischiare di perdere la capacità stimolante del rumine. Le procedure di carico degli alimenti nel carro, il tempo di taglio e miscelazione sono determinanti per rendere la ruminazione ottimale.
In più, anche la manutenzione degli organi meccanici del carro ha un’incidenza enorme su questo.

La ruminazione è anche strettamente legata al riposto degli animali. Più gli animali riposano, più tempo hanno per ruminare. Tutti i fattori che incidono sul rapporto riposo/attività degli animali vanno a incidere negativamente su sanità e produzione della mandria. Questa è una delle ragioni per cui il benessere animale è legato fortemente alla redditività aziendale. Il sovraffollamento, la comodità e pulizia delle cuccette sono tutte componenti fondamentali del giusto rapporto attività e riposo.

All’apparenza potremmo crede che questi 3 fattori siano scontati o comunque già consolidati nelle aziende. Ci stupiremmo nel vedere quanti miglioramenti si possono fare in questa direzione! Ogni minuto passato a pensare come migliorare uno di questi 3 punti sarà quindi un minuto ben speso.

Dott. Andrea Pesenti