Fertilità nelle stalle da latte: monitoraggio e ottimizzazione

25/09/2020

Il parere dell’esperto

Articolo a cura del Dott. Maurizio Chialva, medico veterinario, consulente tecnico e alimentare per Ferrero Mangimi.

La gestione della riproduzione è fonte di profitto per l’allevamento di bovine da latte. L’analisi dei dati, le decisioni manageriali ponderate, il rispetto dei protocolli, l’impegno del personale coinvolto sono gli elementi indispensabili di un buon programma di gestione della fertilità. Mirare costantemente all’efficienza riproduttiva serve a garantire alte performance produttive e una rimonta adeguata, entrambi fattori necessari per la redditività aziendale.

PR: l’indicatore essenziale

Il PR (Pregnancy Rate o Tasso di Gravidanza) descrive la velocità con cui le vacche diventano gravide in azienda. Questo dato esprime la % di soggetti rimasti gravidi tra quelli potenzialmente ingravidabili ed è calcolato su intervalli di tempo di 21 gg, quanto la durata media di un ciclo estrale della bovina.

I fattori che determinano il PR sono:

  • l’HDR (heat detection rate) ovvero la capacità di rilevamento calori, che può avvenire con metodi più o meni efficaci: l’osservazione visiva, gesso colorato sulla coda, attivometria, sincronizzazione;
  • il CR (conception rate) ovvero il tasso di concepimento che equivale alla % di vacche gravide sul totale di quelle inseminate ed è condizionato da numerose variabili, tra cui lo stato fisiologico delle singole bovine, la qualità del seme, le tecniche di inseminazione, il benessere, la stagione e il clima.

Il PR non è altro che il prodotto di HDR X CR e ogni allevatore può confrontarsi su questi 3 indici di fertilità differenti tra le aziende nonché all’interno della stessa azienda a seconda dell’approccio adottato.

Buoni obiettivi da raggiungere al momento sono HDR 60%, CR 30% e PR 18% sull’intera mandria in lattazione.

Incrementare il PR: metodo e soluzioni integrate

Ecco i miei consigli operativi per incrementare il PR:

Management: inseminare tempestivamente il maggior numero di vacche, immediatamente dopo il periodo di attesa volontario, con pianificazioni in ciascun allevamento compatibilmente alle caratteristiche aziendali ai fini di ottenere più gravidanze possibili al primo intervento fecondativo.
Altrettanto importante è la diagnosi di gravidanza “precoce”, oggi possibile con l’ausilio di ecografo e test rapidi sangue/latte, che va programmata di routine per identificare e rifecondare al più presto le vacche vuote.

Nutrizione: una dieta bilanciata e tamponata, costante e miscelata correttamente, fatta con alimenti sani e ben conservati garantisce una stabilità ruminale e uno stato di sanità fisiologica dell’animale che influisce positivamente sulla sfera riproduttiva.
Estremamente utile è ridurre il bilancio energetico negativo delle vacche fresche attraverso una buona gestione e nutrizione in asciutta e postparto, massimizzando ogni giorno l’ingestione di sostanza secca ed evitando gli eccessi di azoto e proteina solubile nella dieta.

Benessere: un ambiente ideale e spazioso, senza sovraffollamento competizione e stress, con cibo e acqua sempre disponibili e facilmente accessibili, ove le bovine possono riposare in luoghi sani e confortevoli oltre 12h al giorno e camminare su superfici sicure e antiscivolo, è garanzia di benessere e coincide sempre con sanità e produzione di latte.
Un’attenzione particolare va rivolta allo stress da caldo e alle sue pesanti e prolungate ripercussioni negative, in particolare sulla fertilità, tuttavia al giorno d’oggi è possibile limitarne i danni grazie all’installazione di sistemi di ventilazione e raffrescamento all’avanguardia con l’impiego di acqua e basati sul calcolo del THI (Temperature Umidity Index).

Sanità: le patologie metaboliche e infettive che interferiscono direttamente/indirettamente sulla fertilità sono molte e ormai ben conosciute, dunque occorre applicarsi in un monitoraggio costante con raccolta dati per conoscere l’incidenza e individuare strategie di controllo e prevenzione efficaci. Tra le raccomandazioni utili ricordiamo:

  • igiene e biosicurezza (che valgono sempre!),
  • profilassi vaccinale precisa e mirata,
  • un’attenta gestione nutrizionale del periparto che prevenga ipocalcemia subclinica e chetosi subclinica – cause di immunodepressione e patologie uterine,
  • un protocollo di lavoro efficace sulla salute podale fondamentale per aiutare l’ingestione di sostanza secca e il BCS delle bovine.

Conclusioni

In conclusione, sulla base di quanto brevemente descritto, consiglio di monitorare insieme a veterinari, nutrizionisti e tecnici di fiducia il livello di fertilità del proprio allevamento, al fine di valutare le soluzioni migliori per raggiungere obiettivi di performance e redditività.  

Dott. Maurizio Chialva

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