Come migliorare le performance con la verifica del sistema alimentare

24/10/2019

Il parere dell’esperto

Articolo a cura del Dott. Andrea Pesenti, dottore agronomo e consulente tecnico commerciale per Ferrero Mangimi.

Da qualche anno, insieme ad alcuni colleghi, ho iniziato a fare delle “verifiche” agli unifeed: dei veri e proprio audit di tutto il sistema alimentare. In poche parole, si comincia con la verifica analitica e visivo/olfattiva degli alimenti aziendali passando poi al controllo delle varie fasi di movimentazione, fino al carico, all’uso del carro, al controllo del carro stesso, alla miscelazione, distribuzione e gestione dell’unifeed.

In ultimo si analizza la distribuzione delle particelle dell’unifeed in 10 punti diversi della greppia per capire la costanza con cui il carro ha lavorato e di conseguenza la possibilità degli animali di mangiare sempre la stessa razione. É un modo per “misurare” e capire ciò che si può migliorare per aumentare l’efficienza della razione. Non è nient’altro che quello che negli Stati Uniti chiamano “audit del TMR”.


Sappiamo infatti tutti benissimo che la formulazione della razione è importantissima, ma ancor di più è importante la costanza, l’omogeneità e il modo di gestire l’unifeed.

5 AREE DA CONSIDERARE

Nelle aziende da latte ci sono molte aree della gestione nutrizionale che hanno un forte impatto sulla produttività e sull’efficienza dei processi. Vi elenco qui le 5 aree che meritano a mio avviso più attenzione:

1. Controllare sempre gli alimenti aziendali. Molto spesso andando a controllare gli insilati ci si rende conto di cose che normalmente non si vedono durante la normale operatività di stalla. Monitorare i cambiamenti di umidità, la presenza di muffe o di fermentazioni anomale è una chiave per aiutare gli animali a mangiare una razione corretta e per mantenere una corretta sanità della mandria. Bisogna quindi trovare un modo costante e affidabile per non farsi sfuggire queste informazioni o correre il rischio di cadere nelle “impressioni”.

Carico e scarico del carro

2. In molte occasioni, più di quello che si può pensare, le vacche finiscono l’unifeed prima del successivo scarico di alimento fresco oppure per lungo tempo non riescono a raggiungerlo. Spesso si vedono situazioni in cui le vacche rimangono senza poter mangiare anche per 4 o 5 ore.

Non ultimo il caso in cui in una parte della greppia finisce l’alimento e nell’altra parte rimane.
In questi casi è necessario stare molto attenti alla precisone negli orari di scarico o al variare dell’ingestione degli animali, spesso in relazione al variare continuo di umidità e valori nutritivi degli alimenti aziendali. L’altro aspetto da implementare è aumentare il numero di avvicinamenti dell’unifeed, i cosiddetti push up, per impedire agli animali di selezionare e per fornirgli sempre unifeed da loro raggiungibile.

3. L’usura delle componenti interne del carro, come i coltelli e le coclee, aumenta i tempi di miscelazione, diminuisce la qualità dell’unifeed, produce fieni più lunghi o sfibrati, generando un processo poco efficiente e molto più dispendioso a causa dei consumi maggiori di carburante. Il monitoraggio e il controllo dei vari organi in modo periodico sono necessari per avere un TMR di alta qualità. Se non vi ricordate quand’è l’ultima volta che avete cambiato i coltelli del carro, è proprio il momento giusto di farlo.

4. Dopo aver aggiunto l’ultimo ingrediente nel carro c’è la tendenza a portarsi in breve tempo verso la greppia anche se l’unifeed non è ancora ben miscelato. Aumentare il tempo finale di miscelazione permetterà un unifeed molto più soffice e più uniforme.

5. Tagliare il fieno e la paglia nel carro sono passaggi fondamentali per avere un unifeed difficile da selezionare per gli animali. Il tempo di taglio dei fieni o dei fasciati deve essere molto accurato per ottenere una lunghezza sufficiente a stimolare la ruminazione e la masticazione, ma senza ottenere una lunghezza eccessiva aiutando così gli animali a scartare queste componenti. Più le vacche scartano i pezzi lunghi, più gli animali stessi decideranno la razione che devono consumare.

PERCHÉ SONO FONDAMENTALI

Questi punti possono sembrare a prima impressione cose interessanti, ma spesso o scontati o non urgenti perché si ritiene ci siano cose più impellenti, viste le difficoltà che la volatilità del mercato del latte porta con se. Quindi, perché sono strettamente legati al reddito dell’allevatore, cioè sono le cose più urgenti?

1 . Rendere l’alimento sempre disponibile per gli animali e stimolare l’ingestione. Massimizzare l’ingestione è il primo fattore che incrementa la produzione di latte. Assicurarsi che le vacche abbiano la giusta alimentazione in ogni momento è il miglior modo per massimizzare il ritorno economico dalla produzione di latte.

2 . Ridurre i tempi di carico del carro, migliorando l’efficienza del sistema alimentare. Migliorare il processo di carico del carro, utilizzando anche premix aziendali o comprati, massimizzando l’omogeneità dell’unifeed permette di diminuire i costi, i tempi di produzione e di uso della manodopera e aumentare la costanza delle fermentazioni ruminali. Tutto ciò che semplifica il processo ne aiuto l’efficienza e il ritorno economico.

3 . Quando l’unifeed è costante nei diversi punti della greppia, gli animali ottengono una razione bilanciata e costante. La costanza dell’alimento, di giorno in giorno, è la prima chiave per avere fermentazioni ruminali ottimali, animali produttivi e una mandria sana e che non conosce problemi metabolici. Dal punto di vista economico queste conseguenza hanno un grossissimo impatto.

MASSIMIZZARE L’INVESTIMENTO

Il capitale investito per poter produrre latte è molto alto, ma questo investimento è correttamente sfruttato? Se le vacche non riescono a mangiare ciò che potrebbero mangiare a causa di pochi push up, o di alimenti sbagliati, o del carro che non lavora correttamente, perdendo in produzione di latte, l’investimento rischia di non avere il giusto ritorno economico. Monitorare tutti i punti visti sopra può fare la differenza in termini di efficienza produttiva e quindi di ottimizzazione dell’investimento iniziale.

In conclusione credo che per ben riassumere quanto detto, ogni allevatore ed ogni tecnico di stalla dovrebbe porsi queste domande per poter migliorare il proprio lavoro e il proprio reddito:

  1. L’unifeed viene scaricato ogni giorno alla stessa ora?
  2. Per ogni gruppo viene scaricato il giusto quantitativo di unifeed e lungo tutta la greppia?
  3. L’unifeed ha bisogno di push up? C’è un protocollo per verificare quanti, quando e chi lo fa?
  4. Gli scarti dell’unifeed sono pesati e viene stimata l’ingestione reale gruppo per gruppo?
  5. Quali sono gli obiettivi di avanzo di unifeed in greppia e come li gestisci?
  6. Gli avanzi somigliano all’unifeed fresco?

Dott. Andrea Pesenti

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