Mash, il primo e unico mangime ruminabile

18/04/2019

In questo articolo tecnico – pratico troverai la risposta ad una grande domanda:
come garantire alla bovina da latte un’alimentazione costante e di qualità, semplificandoti il lavoro?

Il Mash è la grande risposta, vediamo insieme in che modo e perché.

La grande difficoltà per l’allevatore: produrre una base foraggera costante e di qualità nel contesto climatico attuale

“Non ci sono più le stagioni di una volta” … Un luogo comune che sembra, in questi ultimi anni, non essere più tale. Il cambiamento climatico ci sta mettendo sempre più di fronte all’imprevedibilità delle stagioni. La situazione sotto gli occhi di tutti, che ci viene confermata anche parlando con gli allevatori, è la sempre più difficoltà nel fare una programmazione delle attività agricole, necessaria per la produzione di foraggi di ottima qualità e soprattutto costanti nel tempo.

I piani colturali, tradizionalmente cadenzati da stagioni regolari che si ripetono mese dopo mese, anno dopo anno, spesso vengono stravolti da anomalie atmosferiche poco prevedibili e soprattutto in contrasto con un’attività agricola per sua natura lenta e basata su scelte che hanno un impatto di medio termine.

Prendiamo ad esempio le ultime due annate, il 2017 e il 2018, caratterizzate da andamenti climatici che sono andati all’opposto l’una dall’altra.

Ricordiamo il 2017, un anno caratterizzato da scarse precipitazioni durante il periodo invernale e la siccità protratta durante la stagione estiva, hanno dato come risultato una scarsa produzione di fieno e una maggiore difficoltà nella produzione di insilati. Queste problematiche, come era facilmente ipotizzabile, hanno avuto un impatto sulla reperibilità di foraggio e, di conseguenza, un impatto economico sul costo della base foraggera e quindi sul costo di produzione del litro latte.

La stagione 2018 al contrario è stata caratterizzata da una diffusa piovosità, specialmente durante il periodo primaverile, ma soprattutto estivo, proprio durante la stagione della fienagione. Se questo, da un lato ha fatto sì che ci fosse in campo una grande quantità di foraggio, dall’altra ha reso estremamente difficile tutte le operazioni di raccolta, compromettendone irrimediabilmente la qualità. Il risultato questa volta è stato quello di una penalizzazione dell’efficienza delle razioni e quindi una minore produzione di latte per kg di ss. ingerita.

Anche l’annata in corso non si presenta di facile gestione, e già diverse aree d’Italia gridano all’allarme siccità. Quello che è certo che in questo contesto molto spesso navighiamo a vista, costretti ad agire in emergenza senza poter operare in modo efficace una programmazione dei lavori in campagna necessari per ottenere dei buoni risultati in stalla.

L’importanza della costanza

L’unico elemento oramai certo e regola da cui non possiamo mai prescindere nell’allevamento della bovina da latte è la COSTANZA.

I ruminanti, come ben sappiamo, sono animali che tollerano poco i cambiamenti repentini e ad ogni variazione hanno bisogno di un periodo più o meno lungo di adattamento.

Il successo produttivo di un allevamento da latte, in buona parte dipende dalla nostra capacità di rendere ripetibile in maniera costante le nostre attività di allevamento. Tale regola, entrando nello specifico, diviene di fondamentale importanza quando affrontiamo la gestione alimentare e della mangiatoia.

COSTANZA nella qualità degli alimenti, COSTANZA nella preparazione della razione giornaliera, COSTANZA nell’assunzione di alimento da parte delle bovine, COSTANZA delle fermentazioni ruminali. Questi senza dubbio sono gli elementi da tenere a mente per ottimizzare al massimo l’efficienza nella conversione di alimenti somministrati in latte prodotto.

Appare subito ben chiaro come le difficoltà sopra esposte nella produzione della base foraggera entrano fortemente in contrasto con gli obiettivi di mantenere nel tempo una COSTANZA nell’alimentazione delle bovine.

Mash: il primo e unico mangime ruminabile

Noi di Ferrero Mangimi questi concetti li abbiamo bene in mente e siamo riusciti a coniugarli in un prodotto unico nel suo genere già dal 2001, quando grazie ad un lavoro di studio e ricerca sulla granulometria e il WHC delle materie prime e dei foraggi, da parte dei tecnici Ferrero, modifiche agli impianti di produzione e prove di campo è nato il MASH, IL PRIMO E UNICO MANGIME RUMINABILE, il cui uso è stato da sempre senza rivali nel razionamento a volontà nelle zone del centro-sud Italia e nelle aree del Parmigiano Reggiano.

La peculiarità delle materie prime che lo compongono, la granulometria differenziata delle particelle, fanno sì che il concentrato somministrato alle bovine divenga lui stesso ruminabile svolgendo quindi la medesima azione che normalmente viene svolta dalla base foraggera inserita nell’unifeed.

Il Mash è quindi un alimento, formulato appositamente sulle necessità della singola azienda, che oltre a fornire la quota di concentrato necessaria, permette di compensare quella quota di “buon foraggio” che per differenti motivazioni non è stato possibile produrre o la cui scarsa qualità ne rende difficoltoso l’utilizzo in razione o penalizzante dal punto di vista produttivo.

Il principale vantaggio nell’utilizzo del MASH è quello di fornire alle bovine una RAZIONE COSTANTE giorno dopo giorno e nei differenti mesi dell’anno, minimizzando quindi l’effetto “variabilità giornaliera”, derivante dall’utilizzo di fieni e di insilati non omogenei nel tempo, dalla non perfetta preparazione dell’unifeed, dalla possibilità di selezione operata dalle bovine in mangiatoia.

Inoltre per come è formulato, il Mash fornisce alla bovina una quota importante di fibre altamente digeribili, che unitamente alle altre componenti, tutte disponibili in una forma fisica rumino attiva, sono essenziali al mantenimento di un equilibrio ruminale.

Valutazione dei costi – IOFC

È di estrema importanza che l’applicazione delle RAZIONI MASH passi necessariamente attraverso un’attenta analisi dei costi che va eseguita caso per caso, azienda per azienda, per capirne l’applicabilità del sistema e valutarne e apprezzarne la convenienza anche in termini economici oltre che tecnici.

È importante infatti monitorare l’IOFC della situazione di partenza, ante-Mash e confrontarla con la situazione post-Mash.  Analizzando l’efficienza di conversione dei kg di latte prodotti in relazione ai kg di ss ingerita dalle bovine e i relativi costi e ricavi otteniamo un dato molto importante da tenere sotto controllo giornalmente: il ricavo giornaliero del latte per vacca munta al netto dei costi alimentari che si sostengono (IOFC).

L’utilizzo in stalla di questo indice di facile applicazione, strettamente correlato con l’utile netto finale dell’azienda è il metodo più corretto che possiamo utilizzare per valutare dei cambi alimentari, l’efficienza delle razioni che stiamo applicando o che vengono proposte.

Semplificazione del lavoro

L’ultimo aspetto, anche se non per importanza, riguarda la semplificazione del lavoro e delle attività legate alla gestione alimentare delle bovine in lattazione. Semplificazione che, come abbiamo visto, in molti casi si traduce anche in maggiore efficienza.

Con il sistema Mash riduciamo al massimo o eliminiamo totalmente l’utilizzo del carro unifeed, con tutte le conseguenze da esso derivanti e facilmente immaginabili, quali consumo di gasolio, usura del mezzo, riduzione delle operazioni e dei costi di manutenzione.

Inoltre per le aree particolarmente svantaggiate per la produzione di insilati, il sistema MASH permette di sostituire al meglio questi alimenti grazie alla sua composizione a base di fibra effettiva ad alta digeribilità con effetto rumino-attivo.

Vuoi avere maggiori informazioni sul Mash?
Contatta i nostri tecnici di riferimento:

Dott. Alfredo Morales
393 9647675 – alfredo.morales@ferreromangimi.it

Dott. Mario Dell’Aversano
336 326327 – mario.dellaversano@ferreromangimi.it

Risponderanno con piacere a tutte le tue domande!