Capretti e caprette: ecco come funziona l’allevamento

16/05/2018

Il parere dell’esperto

Articolo a cura del Dott. Francesco Olivero, medico veterinario di Ferrero Mangimi.

In Piemonte l’allevamento della capra da latte è una realtà con 150 allevatori professionali e 25.000 capre in produzione. Si tratta per lo più di stalle a stabulazione libera, con gli animali suddivisi in box, dotate di una sala mungitura e di una capretteria dove vengono svezzati e cresciuti i capretti.

STAGIONALITÀ

Per queste aziende la vendita dei capretti maschi rappresenta una parte minima del reddito, che tuttavia può essere ottimizzato programmando i parti. Le nascite dei capretti infatti non sono casuali e sono influenzate oltre che dalla stagionalità di questi animali anche dalle “festività”.
Le capre hanno una gestazione di circa 5 mesi e si comportano da animali stagionali andando in calore da agosto a marzo. Per avere i capretti disponibili a Pasqua si deve sfruttare l’inizio della stagione riproduttiva (agosto-settembre). Per poterli vendere a Natale invece bisogna forzare le capre ad andare in calore “contro stagione” in un periodo in cui sono a riposo sessuale.

NEONATI

I primi mesi dell’anno sono intensi, oltre a mungere vanno seguiti i parti (spesso gemellari) e controllati i neonati. I box si riempiono velocemente, vuoti e disinfettati a fine anno, si trovano ad ospitare in pochi mesi anche centinaia di capretti.
I capretti nascono di circa 1-3 kg e vanno allontanati dalla madre. Si deve disinfettar loro il cordone ombelicale, colostrarli nelle prime ore di vita e mantenerli ad una temperatura di circa 25°C nei primi 2 giorni.
Una volta scolostrati, si può somministrare un alimento da allattamento “latte in polvere”, tramite l’utilizzo di una allattatrice automatica, detta anche “lupa” che distribuisce il “latte” nei box tramite tettarelle.

CAPRETTERIA

L’utilizzo di un buon latte, equilibrato in termini di energia, lipidi, proteine e minerali, unito ad una corretta gestione
dell’allattatrice ottimizza l’accrescimento e spesso influisce sulla salute dei capretti. Per avere una capretteria sana non
è solo sufficiente gestire correttamente la colostratura e l’alimentazione lattea, occorre organizzare la struttura in modo da garantire luce, calore (18-15°C) e una corretta ventilazione, che tenga sotto controllo l’umidità, la concentrazione di ammoniaca ed eviti la formazione di correnti. Le strutture devono essere lavabili e disinfettabili, con acqua sempre a disposizione ed ampie (circa 1mq/3 capretti), evitando in ogni fase il sovraffollamento. Determinante è il ruolo della manodopera addetta ai capretti che deve essere preparata e formata.

PATOLOGIE

Le patologie singole o di massa, sono varie: enteriche e respiratorie, ma anche articolari e nervose, e di diversa origine (virale, batterica, parassitaria). Le armi che abbiamo per contrastare queste problematiche sono poche: un piano vaccinale e antiparassitario adeguato è importante, ma solo unito ad una buona gestione igienico sanitaria e al benessere animale si riescono a diminuire gli eventi morbosi, la mortalità e l’utilizzo dei farmaci.
Inoltre i medicinali veterinari registrati per i caprini sono pochi, e i tempi di sospensione per le carni non li rendono quasi mai utilizzabili sui maschi, normalmente venduti prima dei 45 giorni di vita.

FEMMINE DA RIMONTA

Dopo Pasqua rimarranno in azienda quasi esclusivamente le femmine da rimonta. Si dovrà abbandonare gradualmente
l’alimentazione lattea a favore di una soluzione alimentare bilanciata tra foraggi ad alta digeribilità e concentrati, meglio se pelletati. Questi due elementi dovranno soddisfare i fabbisogni di accrescimento e favorire lo sviluppo delle papille ruminali, determinando un corretto svezzamento. Questa fase è molto delicata per lo stress che causa agli animali ed è fondamentale che avvenga senza traumi per il successivo accrescimento, che precede poi le monte in autunno. Le caprette da rimonta rappresentano il futuro per un’azienda da latte. Vanno prestate loro le massime cure, al fine di ottenere delle capre sane, produttive e longeve.

Dott. Francesco Olivero

Tratto da Imprenditore Agricolo

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