Il caldo, che stress! Vacche in sofferenza

14/06/2018

Il parere dell’esperto

Articolo a cura della Dott.ssa Sara Gandolfo, medico veterinario, consulente tecnico e alimentare per Ferrero Mangimi per gli allevamenti di bovini da latte.

L’inizio dell’estate e il conseguente aumento di temperatura e umidità, portano a galla uno dei maggiori problemi che gli allevatori di bovine da latte si trovano ad affrontare: lo stress da caldo. È importante sottolineare che l’animale soffre di più il caldo rispetto al freddo, e se lo stress termico è prolungato o supera i limiti critici, compromette la capacità di termoregolazione della vacca, causando gravi ripercussioni sull’organismo.

INDICATORI DI STRESS

Lo strumento per definire i livelli dello stress da caldo è il THI, l’indice di temperatura e umidità. Il THI è una combinazione di temperatura dell’aria e umidità relativa che consente di determinare un indicatore di stress termoigrometrico della bovina.
Il livello sopra il quale si comincia a parlare di stress da caldo è pari a 72 sulla scala del THI. Si parla di zona di allerta intorno a 78, sopra gli 84 diventa invece una vera e propria emergenza.
I comportamenti rilevabili in condizioni di stress da caldo sono: maggiore frequenza cardiorespiratoria e di abbeverata, diminuzione dell’ingestione di sostanza secca, aumento della temperatura corporea, diminuzione della ruminazione e in generale dell’attività metabolica. Il tutto porta ad una diminuzione delle performance produttive e riproduttive degli animali.

CONSEGUENZE PATOLOGICHE

Gli effetti dello stress da caldo condizionano anche il comportamento; gli animali rimangono maggiormente in piedi e, senza un adeguato periodo di riposo, aumenta l’incidenza delle possibili patologie podali. Le zoppie sono un grande problema per i mesi autunnali; le cause provengono spesso da una cattiva gestione della mandria durante i mesi più caldi.
Lo stress da caldo provoca effetti negativi dal punto di vista produttivo, sanitario (immunodepressione, maggiore suscettibilità ad alcune patologie e varie disfunzioni metaboliche) e riproduttivo (aumento calori silenti, diminuzione CR e aumento dell’intervallo interparto).
Gli effetti negativi dello stress da caldo non svaniscono automaticamente nel momento in cui scompaiono le cause del disagio, ma possono perdurare per tempi più o meno lunghi. È quindi fondamentale prevenire la situazione, lavorando
sui fattori che possono limitare lo stress dell’animale.

CONSIGLI PRATICI

Si può intervenire dal punto di vista gestionale e alimentare.
Dal punto di vista gestionale, si sottolinea l’importanza dell’ombreggiamento. É importante proteggere gli animali dalle radiazioni solari dirette e indirette. Si tratta di sistemi poco costosi in grado di ridurre l’incidenza del caldo dal 30 al 50%.
Si può inoltre agire su raffrescamento/ventilazione. È fondamentale l’uso di ventilazione combinata con le doccette.
La combinazione permette di far diminuire la temperatura corporea degli animali facendo evaporare l’acqua. È consigliabile posizionare i ventilatori sia sopra le cuccette che sulla greppia per evitare il raggruppamento degli animali nelle zone più
fresche.
Da non trascurare il raffrescamento in sala d’attesa e il box delle vacche in asciutta. Interessante è la tecnologia Tunnel Ventilation che arriva dagli USA. É bene inoltre tenere le zone di riposo e le corsie più pulite e attuare strategie di lotta agli insetti in modo da evitare ulteriormente il raggruppamento degli animali.

ALIMENTAZIONE ADEGUATA

Altro punto importantissimo è la gestione dell’alimentazione. La razione deve essere scaricata nei momenti più freschi
della giornata, aumentando ove possibile il numero degli scarichi per invogliare gli animali a mangiare. La gestione della mangiatoia è importante per evitare fermentazioni anomale dell’unifeed.
L’allevatore dovrebbe riporre molta attenzione alla qualità e composizione della razione, oltre che all’acqua e al giusto raffrescamento. È utile inserire preparazioni studiate appositamente per il periodo estivo, fornendo alla vacca i nutrienti che perde per compensare gli effetti del caldo o che non sono in quantità sufficiente in caso di alte temperature.

Dott.ssa Sara Gandolfo in collaborazione con dott. Davide Grande

Tratto da Imprenditore Agricolo

imprenditore-agricolo