Aziende da latte 2017:

Innovazioni tecniche ed economiche per vincere la nuove sfide del mercato internazionale

Grande successo per l’incontro del 10 marzo a Rezzato

21/03/2017

Aziende-latteVenerdì 10 marzo 2017, nella prestigiosa cornice di Villa Fenaroli (Rezzato – BS) si è tenuto con grande successo l’evento
“Aziende da latte 2017: innovazioni tecniche ed economiche per vincere la nuove sfide del mercato internazionale”.

Con più di 330 presenze tra allevatori e tecnici del settore, la riuscita dell’iniziativa è andata oltre le aspettative: merito della grande professionalità e competenza internazionale dei relatori intervenuti: Prof. Drackley, Dott. Bender, Dott. Campiotti, ma soprattutto dell’affluenza del numeroso ed interessato pubblico.

“Scenario del latte e controllo di gestione: quale sfida per l’allevamento moderno?”. Questo il primo tema affrontato nella mattinata dal Dott. Campiotti, specialista nella gestione tecnica ed economica in allevamenti di vacche da latte, che ha sottolineato come negli ultimi 10 anni il mercato del latte italiano si sia caratterizzato per una forte volatilità del prezzo, allineandosi in questa caratteristica al mercato statunitense.
Cosa devono cambiare le aziende per riuscire a stare in questo nuovo mercato? Dai 40 bilanci chiusi nel 2015 si osserva che l’azienda media chiude con un utile netto di -1 € ogni 100 litri di latte prodotto. Questa media nasconde però una variabilità enorme tra le aziende: dall’azienda migliore, che guadagna quasi 10 € ogni 100 litri, all’azienda peggiore che ne perde 15. Tale differenza, non legata al prezzo del latte, è strettamente connessa sia al livello di progresso tecnico e di efficienza dell’azienda, ma soprattutto alla gestione della parte economica e finanziaria: solo così è possibile stare al passo con il nuovo mercato del latte.
L’implementazione della gestione economica e finanziaria dell’azienda, eseguita in maniera metodica e competente, è la prima innovazione a cui le imprese da latte devono tendere per stare sul mercato in una prospettiva di crescita e guadagno. Con questi strumenti, utili in ogni realtà, la volatilità può addirittura trasformarsi in un’opportunità.

Di estrema rilevanza è stato anche l’intervento del Prof. Drackley, docente presso l’Università dell’Illinois, il quale ha illustrato nuovi e concreti spunti per ottimizzare il periodo di transizione della vacca da latte.
Più di 15 anni di studi lo hanno portato, assieme al suo team, a formulare un’unica specifica dieta, chiamata “dieta di riccioli d’oro”, nome tratto dalla famosa fiaba, per tutto il periodo di asciutta delle vacche.
Molte aziende si trovano ad affrontare alta incidenza di disturbi metabolici e malattie infettive nel periodo pre parto, con conseguente aumento di spese mediche, diminuzione della produttività, difficoltà nel parto o addirittura morte della vacca stessa: un insieme di elementi negativi sia per il benessere animale sia per l’andamento economico dell’azienda.
Lo studio del Prof. Drackley ha dimostrato come, controllando l’alimentazione della vacca in asciutta, sia possibile ottenere dei reali benefici nel cruciale periodo di transizione, evitando i problemi sopra citati. L’idea di base di questa innovativa dieta consiste in un basso apporto energetico (sufficiente per le esigenze dell’animale, intorno ad 1,3 Mcal/kg di s.s.di EN) e un notevole apporto di proteine bypass. Questo presuppone la necessità di includere nell’alimentazione anche alimenti a bassa energia: unifeed basati sull’uso di silomais necessitano infatti di buone quantità di paglia trinciata e di un’integrazione di proteine che bypassino il rumine.
In questo modo, il rumine potrà facilmente adattarsi agli alimenti della dieta post-parto senza assumere un’eccessiva quantità di energie e ciò ridurrà enormemente i problemi post parto.L’ultimo contributo è stato quello del Dott. Bender, consulente della GPS Dairy Consulting, con un intervento focalizzato sull’ottimizzazione della gestione del sistema alimentare per ottenere le massime performance produttive delle vacche da latte.

Il Dott. Bender ed il suo team hanno identificato 11 buone pratiche da adottare per gestire al meglio l’alimentazione della vacca in lattazione, fornendo preziose indicazioni per il lavoro quotidiano degli allevatori. Molte volte alcune attenzioni vengono trascurate, perché ritenute di scarsa rilevanza, ma in realtà si rivelano fondamentali per un’ottimizzazione della produttività.
Per esempio, il foraggio deve sempre essere di qualità, da evitare assolutamente l’alimento ammuffito o troppo secco. O ancora: gli ingredienti dell’unifeed devono essere sempre il più costanti possibile e non devono mai esaurirsi. Fondamentali sono le analisi delle materie prime che variando moltissimo col tempo rischiano di modificare la dieta delle bovine senza accorgersene. Importante anche mantenere dei tempi di consegna degli alimenti costati nei giorni, programmandoli e scandendoli in modo da gestirli al meglio vista la forte abitudinarietà degli animali.
Ottimizzando questi punti la differenza di ingestione nei diversi giorni non deve andare oltre il 5% di sostanza secca. Ciò implica una fortissima attenzione, ma soprattutto una raccolta dati e un monitoraggio costante.

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Gli interventi dei relatori si sono fatti apprezzare da tutta la platea per la concretezza delle argomentazioni affrontate e l’immediata fruibilità dei suggerimenti pratici emersi.

Per questo la Ferrero Mangimi e il suo staff tecnico si offrono come partner qualificato per affrontare insieme agli allevatori i problemi e per aiutare a cogliere tutte opportunità per migliorare le performance aziendali.

Si ringraziano calorosamente quanti hanno partecipato all’evento e coloro che hanno contribuito a questo successo.