Allevamento e gestione economica: la differenza la fanno le persone

16/11/2017

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Il parere dell’esperto

Articolo a cura del Dott. Michele Campiotti, specialista in allevamenti di vacche da latte ed iscritto all’Albo dei Dottori Agronomi della provincia di Milano.

Nel mondo del lavoro in generale oggi una delle parole chiave più utilizzate è innovazione, ma non basta ripetere all’infinito una parola perché questa sia incidente nel nostro lavoro. Di innovazione si parla tanto, ma in realtà se ne fa troppo poca. Cerchiamo innanzitutto di capire perché la parola innovazione è realmente importante e quali peculiarità essa assume nel nostro particolare settore, quello dell’allevamento dei bovini da latte.

Gli scenari stanno cambiando velocemente. Basterebbe ripetere tre parole, globalizzazione, informatizzazione ed automazione per capire che il mondo del lavoro è in continua trasformazione. Questa trasformazione sta passando anche attraverso una lunga crisi internazionale che rende ancora più urgente sviluppare i nostri punti di forza e introdurre importanti novità sui nostri punti deboli. Innovazione è parola obbligatoria per rispondere al cambiamento degli scenari.

Occorre però chiarire un punto: cosa caratterizza l’innovazione? Innovazione non vuol dire innanzitutto fare cose nuove, questo soprattutto in un settore come la produzione del latte, processo naturale che quindi non può e non deve essere rivoluzionato. Innovazione significa anche e soprattutto fare in modo nuovo le cose che si sono sempre fatte. Infine perché l’innovazione sia tale, questo implica progresso economico ed una migliore prospettiva per l’azienda.

Per fare questo è necessario che la prima innovazione sia quella gestionale, perché solo se abbiamo metodo e indici tecnici ed economici aziendali è possibile diventare capaci di valutare quali sono le innovazioni necessarie per la nostra azienda. Senza valutazione oggettiva delle performance tecniche ed economiche che si raggiungono, sono sotto gli occhi di tutti le possibili conseguenze di questa situazione. La sempre crescente offerta di miglioramenti tecnologici si impossesserebbe delle nostre aziende. Al contrario avere in mano strumenti di valutazione ti abilita ad essere tu chi decide su cosa è utile investire e quanto è utile investire nella tua azienda senza essere strumento di altri in questa valutazione.

Il risultato finale di qualsiasi azienda è infatti il frutto dell’impatto delle sue capacità gestionali con lo scenario di mercato in cui l’azienda opera. Ma qual è il peso di una cosa e dell’altra? Nell’allevamento della vacca da latte il forte miglioramento gestionale di diverse aziende sta dimostrando la voglia e la capacità degli operatori di lavorare sempre meglio sia come risultati tecnici e reddituali, sia come sostenibilità complessiva.

L’analisi dati economici del 2016 da me effettuata e presentata alla Fiera Internazionale del Bovino da Latte di Cremona, mostra come a fronte di un peggioramento netto del prezzo del latte le aziende analizzate sono addirittura migliorate nel punto di pareggio a latte mantenendo i ricavi paragonabili a quelli dell’anno precedente.

In questo processo quindi il controllo di gestione appare comunque il punto più incidente su questo risultato. E’ questa la strada del futuro aziendale ed anche la vera chiave di volta dell’innovazione del nostro settore. Innovazione infatti non è solo l’implementazione di tecnologia in azienda, ma soprattutto la capacità gestionale di sapere giudicare e migliorare il proprio modo di lavorare, per effettuare sempre le scelte migliori nella propria peculiare situazione. In questo percorso è il punto di pareggio a latte il dato su cui concentrarsi da usare come giudizio della propria attività. Se vogliamo avere futuro è proprio su questo che occorre concentrare la propria attenzione.

Le proiezioni dei bilanci nel 2017 ci dicono infine che siamo in un momento positivo del nostro mercato che va utilizzato in modo oculato, facendo tesoro di quello che abbiamo imparato in questi ultimi anni ed imparando a ragionare non nel breve periodo, ma nel medio e nel lungo periodo.

Aumento della marginalità, intelligente contenimento dei costi, sviluppo continuo del benessere animale, miglioramento della sanità e della qualità degli alimenti e rispetto dell’impatto ambientale sono alla luce dei dati analizzati una strada possibile già oggi su cui puntare tanto più in uno squarcio di mercato positivo.

Se l’azienda intraprende una strada continuamente giudicata dall’analisi corretta e competente dei suoi dati tecnici ed economici il futuro se lo assicurerà per il suo modo di lavorare.

Dott. Michele Campiotti